Un'amicizia che ci unisce

Qualche settimana fa abbiamo avuto il dono di essere invitati (grazie alla profonda amicizia con Nicola Boscoletto) dalla cooperativa Giotto,- che si occupa del recupero dei carcerati , aiutandoli a riprendere un posto nel mondo del lavoro, - al concerto parte dei festeggiamenti per i 40 anni della realtà padovana.

L’evento si è tenuto in Fiera di Padova nella sala Giotto piena di gente ed in collegamento con altre associazioni amiche della cooperativa sparse in giro per il mondo; il tema della serata era note di libertà e speranza.

Vi hanno preso parte con il ruolo di protagonisti i membri dell’ orchestra del mare, nata grazie alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, unendo artisti di varie nazionalità che suonano strumenti realizzati con i resti dei barconi di migranti. Strumenti nati dalle mani di detenuti sapientemente guidati dai maestri liutai tramite il progetto “ Metamorfosi” nato per comunicare una cultura d’accoglienza e dignità umana tramite l’ arte.

La piccola orchestra dei popoli ha accompagnato musicalmente l’ attore Marco Paolini nella recitazione di un testo tratto da “memoria del legno “ di Paolo Rumiz, raccontando insieme la storia di un albero africano trasformato in barca di pescatori e poi diventato barcone di profughi diretti in Europa.

Lo spettacolo è continuato con l’ esecuzione dell’ orchestra di Padova e del Veneto di diversi brani musicali di artisti come Bach, Beethoven e Vivaldi che si sono interposti con la lettura sempre ad opera di Paolini di un testo di don Giussani “ un dialogo con chi ci ha fatto il cuore”.

A conclusione, dopo Gabriel’s oboe di Morricone, è stata consegnata ad ogni partecipante una croce di legno realizzata con il legno sempre dei barconi dai detenuti di vari carceri d’ Italia e assemblata da donne rifugiate.

Siamo profondamente grati ed onorati di essere stati invitati a questo prezioso evento, vi condividiamo alcune impressioni dei giovanissimi che vi hanno partecipato

A me è piaciuto tutto, ma in particolare la prima parte di Paolini, poi anche la musica di sottofondo con degli strumenti bellissimi, hanno dato un tono al testo di Paolini.

Devo dire che mi ha sorpreso molto andare a questo concerto

Non pensavo, ma mi sono sentita trasportare dalla musica classica e dalla passione che esprimevano i musicisti. È stato assurdo come con la musica siano riusciti a far passare in modo così chiaro cosa stanno e hanno vissuto molte persone che sono state costrette a fuggire dal loro Paese. E.S.

Mi ha colpito la testimonianza del detenuto S.R.

Mi è piaciuto molto, soprattutto perché non pensavo di riuscire a rimanere sveglia. Secondo me ci sono riuscita perché si vedeva e si sentiva nell’ aria che è un progetto,non per lo più per ricordare il dolore, ma per non dimenticare la storia di chi è sopravvissuto. L.D

Le cose che mi hanno colpito di più sono due. La prima riguarda la modalità scelta per festeggiare i 40 anni della cooperativa. Una serata che andava al di là del partecipare ad un concerto di musica classica e che proponeva l’ esposizione di un argomento delicato e attuale è stata un’ idea toccante. La seconda cosa è stata una delle frasi che ha detto Nicola Boscoletto sia nel suo discorso sia a noi ragazzi di persona cioè che da giovane lui cercava qualcosa che gli avrebbe potuto dare la felicità per sempre anche da adulto. M.F.

I 40 anni della Giotto: un'amicizia che ci unisce

Invito speciale grazie a una preziosa amicizia

4/30/2026

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