
La Domus oltre le case: accoglienza anche per i genitori
Ritiro vissuto dai genitori dei ragazzi accoti
La Domus è letteralmente "casa della Famiglia," per questo è una proposta per tutta la famiglia e non solo per i ragazzi accolti. Ci teniamo veramente a cuore anche i genitori, lì dove ovviamente nella loro libertà, si lasciano toccare. Ed è quello che è accaduto in alcuni giorni di ritiro con 5 genitori dei ragazzi attualmente accolti, o accolti in passato.
Su richiesta di alcuni genitori, è stata data loro la possibilità di trascorrere presso la Piccola Città dell'Immacolata (GE) alcuni giorni tra di loro ed in compagnia delle famiglie del Consiglio Operativo, di Cristina Danieli (Responsabile della Formazione della Domus) e degli "abitanti del Monte" Mario e Padre Mario Mingardi (Assistente Spirituale della Domus).
Che cosa abbiamo fatto? Niente, - ci condivide Cristina, - Abbiamo proposto quello che proponiamo ai ragazzi: turni, la vita di preghiera, momenti di condivisione ecc...
In me è riaccaduto l'incontro con questi genitori, con abbracci inaspettati, perché quando "ci si incontra dentro", accade qualcosa di veramente straordinario.
Per cui è nata tra di loro un'amicizia bellissima: chi è arrivato con un volto triste, è andato via col sorriso di pace.
Io non ho fatto niente, ho ascoltato, incontrato ciascuno di loro nella loro umanità e nelle storie che stanno vivendo, dove paradossalmente i figli c’entravano solo perché sono stati l'occasione di incontro e quindi di questi invito a Monte Fasce.
Le sorprese sono iniziate già il primo giorno. Come sempre non avevamo fatto grandi programmi, avevamo nel cuore solo il desiderio che i genitori potessero incontrare testimoni di vita, non tanti discorsi. Durante la Messa Festiva a Monte Fasce, c'erano tantissime famiglie. In particolare una coppia di genitori, Sergio e Rossana. In modo inaspettato hanno deciso di donarci la loro storia.
È stata una testimonianza dove il fulcro era amare gratuitamente i figli “senza ma, senza se, senza però". Ci hanno condiviso che avevano un figlio che a loro ha dato solo sacrificio, ha dato solo dolore, perché era un ragazzo, nato disabile, che ha vissuto fino a 36 anni e poi è morto due anni fa. La gioia di questi genitori, l'unità di questi genitori, ha insegnato ai genitori presenti, non attraverso dei discorsi ma attraverso l'esperienza, che forse siamo ancora lontani dal capire che cosa vuol dire amare i figli. Vivere la famiglia come il luogo dell'esperienza dell'amore non è facile.


Da questa testimonianza, è nato un clima bellissimo tra questi cinque genitori, molto gioioso, dove hanno fatto i turni, dove è stato possibile creare una realtà tra di loro, dove un papà andrà a lavorare in falegnameria, le mamme si sono messe d'accordo tra di loro, perché alcune dormivano insieme, di venire nelle case di Padova, quando non ci saranno i loro figli, per sistemare le case, i giardini. È nata la Domus genitori, indipendentemente dai figli


Abbiamo respirato una gratitudine enorme nei confronti della Domus, perché ci hanno testimoniato di aver incontrato non un luogo di “riparazione” dei loro figli, ma un luogo d’Amore.


La Domus oltre le case: accoglienza anche per i genitori
Ritiro vissuto dai genitori dei ragazzi accolti
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