UN NUOVO ANNO

DI SCOPERTE

Com'è stato il rientro a scuola in presenza?

Alcuni dei ragazzi della Domus Familiae si sono trovati ad iniziare una nuova esperienza: andare a scuola “fuori”. Tra chi già da qualche anno si sperimenta all’interno di una classe e chi è alle prime armi, si sono posti, tra loro, questa domanda: COM'E' STATO IL RIENTRO A SCUOLA?

"Non andavo a scuola in presenza da due anni. Con l’avvicinarsi dell’inizio dell’anno scolastico avevo molte aspettative su di me e sui miei compagni: credevo di poter trovare difficoltà a livello scolastico e di non avere problemi nel cercare di inserirmi nel gruppo classe, portando quello che sono e ciò che viviamo in Domus, nella speranza di poter suscitare una curiosità nel nostro modo di vivere. La realtà si sta rivelando il contrario di ciò che pensavo: sto riuscendo a seguire le lezioni e a studiare mentre la mia difficoltà principale si sta spostando nel rapporto con i miei compagni. Mi sto accorgendo che non è facile, sia per tante dinamiche e situazioni a cui non ero più abituato, sia perché riconosco la mia fragilità nella paura del giudizio e del sentirsi “soli”. Sto notando che i ragazzi di oggi fanno fatica a scontrarsi con una modalità di vita differente da quella che gli viene proposta dal mondo, ed è per questo che a volte il “diverso” spaventa e non permette un’apertura da parte loro.

Credo che questa fatica sia del tutto normale da parte dei giovani della mia età che non hanno l’opportunità di vivere un’esperienza come la sto vivendo io e per questo sto sfruttando questa occasione per lavorare su di me, perché come reazione spontanea mi verrebbe da chiudermi nel non sentirmi accolto.

Da una parte ci vuole coraggio, perché nel momento in cui entri in una classe sei solo e non è immediato riuscire a prendere posizione, resistendo anche alle tentazioni che si possono trovare; dall’altra credo che non sia a caso che stia vivendo ora questo passaggio, sto facendo fatica ma non voglio demoralizzarmi. A volte rischio di trasformare la Domus in una bolla ma so che non è così, e che ciò che mi viene chiesto è di essere me stesso anche nel mettermi alla prova e nel mettermi in discussione in questa nuova avventura. Ho ancora tanto su cui lavorare ma sto dicendo il mio sì per quello che sono. Dal punto di vista scolastico sto riscoprendo sia lo studio che i professori. Siamo noi studenti che possiamo decidere come rapportarci: se seguire l’onda e essere contro il professore, oppure guardarli con uno sguardo differente, ricordandosi che anche loro come noi, sono persone umane con cui è possibile avere un incontro."

-ANTONIO

"Non è stato facile ricominciare, soprattutto per il cambio di routine. Una mia grande difficoltà è quella di giudicare i miei compagni per quello che fanno, senza ricordarmi che loro non hanno avuto l'opportunità che ho avuto io di cambiare vita e di lavorare su di me.

Penso che questo sguardo nei loro confronti si percepisca e per questo arriviamo ad escluderci a vicenda e non a caso infatti, i primi giorni mi sono trovato solo. Sono un ragazzo abbastanza solitario quindi per me non è un grosso problema ma mi sto accorgendo che sentirsi tagliato fuori è doloroso.

Sto cercando di dare, prima di tutto a me, la possibilità di aprirmi all'incontro con i miei coetanei, ma anche a loro, l'opportunità di poter incontrare qualcosa di diverso.

Rispetto ai professori, prima per me erano solo dei “nemici”, di cui avere paura, ora invece è diverso. Alcuni di loro non mi piacciono ma ho la consapevolezza che sono adulti e che sono lì per aiutarci."

-NICOLA

Bible scripture with book mark

"Non andavo a scuola da due anni e non ho mai amato l'ambiente scolastico. L’ho sempre trovato inutile e vedevo i professori come degli adulti il cui unico obiettivo era quello di essere contro e di dare fastidio a noi ragazzi.

Anche solo in questa settimana è cambiata la mia prospettiva: studiando alcune cose e mettendole nella realtà ho avuto modo di vedere che sono utili e per i professori che ho, mi rendo conto che ci mettono tutto il loro impegno per aiutarmi

Essendo in prima superiore, ho la fortuna di essere in una classe del tutto nuova. Non pensavo, ma ho scoperto di essere timida e mi ritrovo spesso a chiudermi nei confronti dei miei compagni perché percepisco distacco. Nonostante questo primo impatto, credo che per l’esperienza che sto facendo, posso avere degli strumenti in più per provare a buttarmi e cercare di incontrare chi ho accanto nella mia classe; rimanendo anche nella diversità, ma senza chiudersi a priori.

A livello scolastico devo ringraziare tanto per l’anno che ho potuto fare nella Cooperativa L'Impronta. Ho avuto una gran fortuna e privilegio sia nello studio, nel rapporto con i professori: ad esempio ora non ho più paura di espormi ad un insegnante, di fare domande davanti a tutti e di chiedere anche se non sono sicura."

-VALE

"Se penso all’anno passato, mi sono accorta fin dall’inizio di quest’anno, di come sono cambiata rispetto a tutto quello che mi sono trovata davanti.

Non mi sentivo molto carica al pensiero di ricominciare scuola, ma ero pronta ad accogliere la semplicità, ovvero mettermi in gioco nello studio e con le persone che incontro.

Ricordo che prima di arrivare in Domus, i professori erano ai miei occhi i nemici, quelli che volevano umiliarmi e far sentire stupida, mentre ora mi accorgo che sono i primi che sono riusciti ad accogliermi ed avere più stima nei miei confronti, incoraggiandomi. Con i miei compagni ho alcune difficoltà perché essendo me stessa, ho notato che non sono il tipo di persona che viene apprezzata visto che non seguo la moda . Nonostante ciò anche davanti all’esclusione, all’emarginazione per via di un pensiero che va in contrasto con quello dei miei compagni, non mi sento sola e non provo rancore nei loro confronti. La differenza non lo fa il mio spirito da “crocerossina” nel cercare di salvarli, ma l’essere quella che sono: mi accorgo che lo sforzo nel fare, nell’aiutare, ti porta a distruggerti, mentre quando porti quello che sei, porti il bene quando stai bene e il male quando stai male.

La scuola rimane per me un grandissimo luogo di lavoro e nonostante sia iniziata da poco mi sono già posta tante domande, anche rispetto a come desidero vivere le mie difficoltà nello studio e nel cercare di sperimentarsi per scoprire cosa ogni materia può darmi."

- GIORGIA

UN NUOVO ANNO DI SCOPERTE

Alcuni dei ragazzi della Domus Familiae si sono trovati ad iniziare una nuova esperienza: andare a scuola “fuori”. Tra chi già da qualche anno si sperimenta all’interno di una classe e chi è alle prime armi, si sono posti, tra loro, questa domanda: COM'E' STATO IL RIENTRO A SCUOLA?

10/7/2022

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